Pubblicato da: maestrarosasergi | febbraio 25, 2011

SETTE REGOLE D’ORO PER EDUCARE I BAMBINI – G. Bollea

SETTE REGOLE D’ORO PER EDUCARE I BAMBINI    –     G. Bollea

1. Dategli meno. Hanno troppo, non c’è dubbio. Il consumismo fa scomparire il desiderio e apre le porte alla noia.

2. Quella che conta è l’intensità, non la quantità di tempo passato con i bambini. I primi venti minuti del rientro a casa dal lavoro sono fondamentali. Devono essere dedicati al colloquio e alle coccole. E non certo a chiedere dei compiti o dei risultati.

3. I giochi più educativi sono quelli che passano attraverso la fantasia della madre e le mani del padre: bastano due pezzi di legno, ma i genitori ormai non sanno più inventare.

4. Dai tre ai cinque anni è bene avviare i bimbi ai lavoretti a casa, assieme ai genitori. È utile che sappiano stirare con un piccolo ferro o attaccare un bottone.

5. Sport. Prima di tutto deve essere lui a desiderarlo. Meglio se lo fa in gruppo, facendo capire che agonismo significa emergere con fatica e non diventare campioni. Ottime due o tre ore di palestra alla settimana. Poca competizione, grande beneficio fisico.

6. Va incoraggiata la cultura artistica abituandoli al bello. Teatro, musica, arti visive creano il desiderio di migliorare. I soldi spesi per la cultura sono quelli che rendono di più.

7.  Ultimo suggerimento: ho una mia teoria e forse mi prenderanno in giro. La chiamo: la donna a tre quarti del tempo. Le donne che lavorano, la maggioranza, a fine giornata pensano già ai figli, alla spesa, agli impegni di casa e rendono poco. Non sarebbe meglio lasciarle uscire mezz’ora prima? I figli, tornando da scuola, le avrebbero a casa meno stressate e più disponibili. Più che di corsi, è di questo che i bimbi hanno bisogno.

GIOVANNI BOLLEA  (neuropsichiatra infantile)


Responses

  1. Grazie!

  2. […] https://maestrarosasergi.wordpress.com Categories: blog, scuola – educazione LikeBe the first to like this post. Commenti (0) Trackback (0) Lascia un commento Trackback […]

  3. in molti dovrebbero leggerlo!

    • Sono certa che lo leggeranno!!!

  4. Sono un neogenitore, papà di un bimbo di 10 mesi. Uno dei miei crucci è che lavoro a 50 km da casa e, per rimediare, appena entro mi tuffo nel tappetone col mio piccolo, a farmi mezz’ora di gioco, coccole e risate con lui.

    La mia (breve) pratica mi dice che i punti 1, 2 e 3 sono verissimi, non veri. Il mio piccolo si diverte con le bottiglie del latte vuote, coi giornali, col catalogo dell’ikea, coi cartoni della pizza; ed è sempre stupito e divertito quando prendo uno dei miei oggetti del quotidiano e ne faccio un gioco estemporaneo.

    Il punto 4, lo sto riscontrando in un figlio di amici, che ha 4 anni e si diverte un mondo come “aiuto cuoco”. Inoltre, quando cucino e lo tengo sul seggiolone con me, è letteralmente “rapito” da quello che faccio.

    I punti 5 e 6… vedremo in futuro, certamente non lo forzeremo. E per l’educazione al bello, ci proveremo.

    Per il 7: occorrerebbe cambiare proprio non solo la struttura della società ma anche la mentalità della gente. Già quando diciamo che mia moglie ha scelto di rimanere a casa fino ai 2 anni ci guardano come degli alieni…😦

    E infine, grazie di questo articolo!

    • A volte è bello essere degli alieni …è proprio quello che fa la differenza e cambia la vita…nostra e di chi ci sta intorno!!! Auguri per il suo bambino, però si ricordi un antico proverbio africano, che ci insegna molto…”PER EDUCARE UN BAMBINO …NON BASTA UNA FAMIGLIA , MA SERVE UN INTERO VILLAGGIO”

  5. Ciao Rosa, sono Liliana, ti seguo sempre anche se non mi faccio sentire. Ho avuto un anno molto intenso ma i risultati mi ripagano dell energie spese. Ho apprezzato molto i consigli di Bollea, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente per via di alcuni bambini da lui seguiti. Ogni volta che lo incontravo mi infondevo tanta serenit# e mi incoraggiava a non buttare la spugna anche nei casi apparentemente disperati. Non conoscevo comunque questo sue “regole” ma mi sono piaciute così tanto che, dietro autorizzazione del nostro Dirigente Scolastico le ho stampate e appese alla vetrata dell ingresso della scuola, in modo che tutti i genitori potessero vederlo. Devo dire che ogni mattina molti genitori si fermano a leggerlo con grande interesse e speriamo che dia loro qualche suggerimento per seguire al meglio i loro bambini. Ciao e grazie per il tuo lavoro
    Lilly

    • QUESTA E’ UNA COSA CHE MI FA IMMENSO PIACERE…ECCO PERCHE’ E’ BELLA LA CONDIVISIONE. CIAO E GRAZIE DEL COMMENTO!

  6. lavoro da ben 38 anni nella scuola primaria, e con il passare del tempo purtroppo mi sono accorta di quanto i nostri piccoli alunni risentano psicologicamente ed emotivamente dell’assenza dei genitori , i nonni dove ci sono ne fanno le veci ,fanno del loro meglio ma non possono certamente sostituire i genitori che del resto passano le loro giornate in modo frenetico… al cancello mezz’ora prima dell’arrivo degli insegnanti per un anticipo scolastico, poi la corsa verso l’ufficio, problema grosso…….il parcheggio….ansia …ritardo..recupero, al termine di una lunga giornata lavorativa le mamme fuori dall’ufficio, momento di punta… fermata al supermecato…dai nonni a ritirare i loro cuccioli gia mezzo addormentati e comunque molto stanchi, quindi …ecco il momento dei capricci….e poi ci meravigliamo se i genitori non hanno il tempo e la serenità necessaria per stare con i loro figli? Mi trovo perfettamente in sintonia con voi in tutti i vostri punti, mi soffermo al numero tre…la fantasia….i nostri ragazzi l’hanno persa.. chi racconta loro delle favole? chi li fa giocare con il materiale reperito al momento? Ora abbiamo il computer, e giochi elettronici, i nostri alunni fin dalla prima sono molto bravi con il computer ma a fantasia zero . Al numero quattro, far partecipare con piccoli incarichi alla vita di famiglia i nostri piccoli figli….non sempre è possibile poichè le mamme stanche della giornata passata sul posto di lavoro, quando rientrano hanno pochissimo tempo per riordinare, fare la cena per tempo prima del rientro del marito ecc….. per i figli ci vuole tempo molto tempo e questo non c’è. Come insegnante ho parlato molto con i miei genitori di tutto questo ma la risposta da parte di molti è…..non c’è tempo…. condivido in pieno le tue regole e cercherò di divulgarle fra i genitori della mia scuola ma le cose dovrebbero cambiare alla base, le mamme hanno bisogno di tranquillità per potersi occupare al meglio dei figli e nel frattempo ci si perde in un mondo privo di valori e di umanità. Voglio sperare che molto presto si possa in qualche modo recuperare tutti quei valori che al momento sembrano scomparsi

  7. Voglio rispondere ad Albertina a proposito dei genitori che quotidianamente sono impegnati col lavoro e con tutto il resto e di conseguenza il tempo da dedicare ai figli é insufficiente. In linea di massima sono d accordo con lei ma nello stesso tempo volevo sollevare un altro problema e cioé che molto spesso i nostri bambini sono impegnati in attivit# extrascolastiche (nuoto, basket, pallavolo, ecc.) dopo essere stati a scuola fino all ore 16,30. Ebbene, forse non sarebbe meglio pretendere meno da questi bambini, portarli a casa, fare merenda insieme a loro, invece di parcheggiarli a destra e a sinistra solo perché i figli dei nostri vicini o delle nostre amiche frequentano quel tale corso e non perché il bambini hanno manifestato la volont# di parteciparvi. Vi giuro che ho bambini in classe che frequentano anche 3 corsi durante la settimana e mi sembra che per i genitori sia importante l apparire e non l essere. Quante cose si potrebbero fare insieme ai nostri figli se solo li tenessimo più a casa. Non voglio apparire antiquata e non tenere in giusta considerazione l importanza dellattivit# fisica ma mi sembra che ci sia una corsa a chi segue più corsi, a chi riesce a stare al passo coi tempi che ci vuole tutti belli, in forma e capaci in tutto. I bambini hanno bisogno di essere ascoltati e seguiti dai propri genitori e non dall istruttrice di nuoto, di danza, o da altre figure. Una sana passeggiata per i giardini e i parchi delle citt# insieme ai nostri figli non sarebbe centomila volte più educativa e significativa di tante ore “perse” in palestra?. La verit# é che noi adulti non abbiamo più la volont# e la forza di svolgere appieno il nostro ruolo di educatore perché é troppo impegnativo e perché abbiamo altre priorit#: il borsone della palestra che ci aspetta dietro la porta. Non voglio fare di tutta l erba un fascio perché molti genitori fanno del loro meglio, compatibilmente con i loro impegni, ma la tendenza é quella di fuggire dalle nostre responsabilit# e di delegare ad altri un compito così importante: la crescita e la formazione dei propri figli. Colpa anche della nostra societ# che come dice Albertina deve recuperare tutti quei valori che al momento sembrano scomparsi.
    Grazie per l attenzione e a presto
    Lilli

    • Mi auguro, che questo commento lo leggano in molti, mi trovi daccordo su tante cose.

      • Mi trovo daccordo anch’io con quello che scrivi, purtroppo non viene data alla scuola l’importanza che merita,(i tagli lo confermano) e noi insegnanti tutti i giorni dobbiamo lottare contro queste apparenze. Per fortuna ci sono anche genitori che non si lasciano influenzare da queste “mode”e fanno crescere figli non omologati,Meno male! Ti saluto Pina

  8. Credo che di tanto in tanto sono talmente tanto presa dal lavoro, la casa e tutto il resto che mi dimentico di piccole cose che invece per mia figlia hanno una grossa importanza. Grazie per avermelo ricordato.

  9. molto importanti, mi ritrovo a fare lavoretti con le mie bimbe,ad incollare tagliare, qualche volta loro aiutano me nello stringere viti e montare oggetti.La grande vorrebbe suonare uno strumento, ma di questi tempi tutto costa troppo, faremo altri sacrifici e vedremo cosa fare.

    • Bellissimo…se lo ricorderanno sempre, anch’io ho imparato tante cose con mio papà che era un bravissimo falegname e mobiliere… impara l’arte e mettila da parte. Per quanto riguarda lo strumento musicale, non so dove abiti, ma in molti paesi ci sono le bande musicali e di solito ci sono dei maestri di musica che insegnano con un piccolo contributo dei comuni…Auguri!!!

  10. Signora maestra sono una mamma di due bellissime bimbe. La vita mi ha portato lontano dal posto in cui sono cresciuta e dai miei genitori e suoceri. Per questo motivo ho scelto di non lavorare e di dedicare il mio tempo alle mie figlie ( forse anche perchè non ho una grande ambizione…chissà) e alla mia famiglia pur essendo laureata, specializzata, ecc.Ebbene ogni volta che dico che “non lavoro” sento sguardi e commenti di disapprovazione come se non facessi niente dalla mattina alla sera. L’amore delle mie figlie e il loro crescere buone ed educate mi ripaga di tutto ma a volte penso che nel mondo di oggi una mamma che non lavora fuori casa non dia un buon esempio ai propri figli. Del resto io sto a casa perchè mia madre stava a casa ed il suo esempio è stato per me fondamentale. Forse nel 2012 dovrei dare alle mie figlie un esempio diverso?
    Il solo pensiero che loro debbano, se io lavorassi, trascorrere la loro giornata, dalle 8 alle 17, a scuola come se fosse un lavoro (non potendo contare sull’aiuto dei miei genitori) mi fa desistere,.
    Lei che ne pensa? sono anacronistica?

    • Al posto suo non mi farei dei problemi, la scelta di lavorare o fare la mamma a tempo pieno è solo sua, soprattutto se le possibilità economiche glielo cconsentono. Ritengo che il tempo passato con i figli è il tempo migliore se si trascorre in serenità.

  11. Salve, sono Oriana, mamma di due bimbi affascinanti: Benedetto ha 6 anni e va in prima elementare, il secondo, Riccardo, ha 5 mesi e mezzo! Ho la “fortuna” di essere una casalinga e molto tempo a disposizione per i miei pargoli e cerco assieme al loro papà di seguire la maggior parte di quelle regole…anche se a volte dovremmo tutti ricordarci di essere stati bambini e cercare quel bambino che vive sempre in noi, tirarlo fuori e guardare con gli occhi dei bambini per comprendere un po’ di più loro e mettere da parte un po’ la nostra visione…staremmo meglio e ci sarebbero meno urla….arrabbiature…
    Del punto 4 sono una fan…a parte come aiuto cuoco…quando gli va spolvera, lava i piatti…adesso gli ho detto che potevo insegnargli ad attaccare un bottone e con entusiasmo mi ha detto “quando”?
    Grazie e un saluto.

    • 😀

  12. Sono una mamma che torna a casa dal lavoro alle 19.30 e credo che se uscissi mezz’ora prima sarebbe fantastico.
    Grazie anche per tutti i consigli, li stampo subito.
    E a tutte le mamme che hanno perso il lavoro o hanno deciso di aspettare per riprendere dico di non ascoltare i commenti acidi sul fatto che non facciano nulla!!!!! Dove abito io le mamme casalinghe aiutano tutti (fanno le volontarie per il corso di piscina, per il doposcuola dei genitori, per la mensa, baby sitter per le madri che lavorano, aiuto compiti. Anche questo è un lavoro, eccheccaspita).
    Scusate, ma troppe volte mi sono sentita anch’io madre di serie B.
    Daniela

    • Grazie per il tuo commento…molto sentito, spero che lo leggano in tanti.😉

  13. Salve, sono mamma di due bambini di 5 e 2 anni, la grande frequenta l’ultimo anno di asilo ed ultimamente è molto triste al pensiero di andare al doposcuola perchè dopo la nascita del fratellino il nonno non può prenderla alle 16 come prima dato che cura il piccolo, mi sento in colpa perchè finisco alle 17 di lavorare e non sono a casa prima delle 18, ho chiesto in ufficio se potevano concedermi un part-time di 6 ore ma la risposta è stata negativa, anzi secondo loro devo ringraziare di avere un lavoro, ogni tanto prendo un permesso per andarla a prendere ma non compensa con le altre amichette che escono sempre alle 16.
    Purtroppo mio marito guadagna quanto me e con il mutuo e le spese non ho alternative, so che in tutto questo è mia figlia che ne paga le conseguenze e mi chiedo se non sia giusto che le richieste di part-time diventino obbligatorie ove ce ne fosse l’esigenza, non è giusto che i bambini paghino per i capricci dei nostri datori di lavoro ! Cerco di passare tempo di qualità con i miei bambini anche se la quotidianità ti mette a dura prova. Grazie per le belle regole d’oro, ne farò tesoro e spero di realizzare anche l’ultima prima o poi….
    Cari saluti.
    Daniela

    • Se non potrai attuarla, non sarà certo per colpa tua, non pensare di riuscire a fare sempre tutto da sola…prega l’angelo custode di tua figlia affinchè non le faccia pesare quell’altro tempo che resta lontana da te…e che nemmeno se ne accorga… e quando la rivedi… FALLA STARE BENE CON TE , vale molto di più che prenderla in anticipo e magari depositarla davanti alla tv. auguri.

      • Grazie, è una bellissima risposta, spero davvero che mi consideri comunque una brava mamma, e farò di tutto per farla stare bene nel tempo di qualità che passiamo e passeremo insieme.
        Certo che basterebbe così poco, concedendoci di essere Mamme Lavoratrici, invece di costringerci a scegliere una cosa o l’altra !

  14. Sono arrivata per caso sul suo blog e su questo post…
    Ho fatto la scelta di lavorar solo part time, in modo da essere sempre disponibile per le mie figlie al ritorno dalla scuola. Ma a volte mi chiedo, a che pro? La bimba più grande (ha finito la prima elementare) ama gli sport e anche stare in gruppo con gli altri bambini: mi chiede di andare e da due anni la porto due volte la settimana. Anche la piccola una volta alla settimana vuole fare psicomotricità con i compagni di scuola. e sono 3 pomeriggi. Poi gli altri 2 pomeriggi andiamo a trovare i nonni e la bisnonna (che fortuna hanno le mie figlie di essere a contatto con un mondo davvero lontano…). Però il risultato è che non arriviamo mai a casa prima delle 19 e a quel punto mi getto in cucina per non farle mangiare troppo tardi e il tempo dall’uscita della scuola a qui mi scappa… non so a loro, ma a me le mie piccole mancano molto, non c’è il momento tranquillo delle coccole e dei giochi insieme, solo noi. Poi dedico loro in modo assoluto il tempo dal dopo cena alla nanna, ma alla fine è solo una mezz’oretta… Perché torno a casa presto se non riesco a godermele? Non cambierebbe nulla se non lavorassi del tutto. Forse sono troppo una mamma chioccia!!

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